Attualità

Insonnia e degenerazione cognitiva: lo studio

Si sa che dormire bene è molto importante per la salute. In un recente studio sono state analizzate le correlazioni fra l’insonnia e il declino del cervello: chi soffre di insonnia cronica si è scoperto più vulnerabile al declino cognitivo.

Lo studio

Si tratta di un ampio studio condotto su 2.750 statunitensi ultracinquantenni, eseguito dai ricercatori della Mayo Clinic. Lo studio denominato Mayo Clinic Study of Aging ha analizzato l’invecchiamento cerebrale e il declino cognitivo, con l’obiettivo di identificarne i fattori di rischio, tra cui l’insonnia.

Ogni anno i volontari completavano test di memoria dettagliati e molti avevano anche scansioni cerebrali che misuravano due dei marcatori rivelatori di futuri problemi cognitivi:

  • l’accumulo di placche amiloidi: si tratta di cumuli proteici che si formano tra i neuroni e sono tipici del morbo di Alzheimer.
  • l’iperintensità della sostanza bianca: si tratta di piccole lesioni visibili nelle scansioni, le quali indicano danni ai vasi sanguigni cerebrali e compromettono la comunicazione tra diverse aree del cervello.

Rispetto alle persone che hanno dormito profondamente, quelle con insonnia cronica hanno sperimentato un calo più veloce della memoria e del pensiero e avevano il 40% in più di probabilità di sviluppare un lieve deterioramento cognitivo o demenza durante il periodo di studio. Sembrerebbe che i soggetti insonni si comportino come se avessero ben quattro anni in più rispetto a chi ha un ritmo del sonno regolare.

Chi soffriva di insonnia, ma nel periodo dello studio stava dormendo più del solito, presentava comunque meno danni alla sostanza bianca rispetto alla media.

l’ApoE4

Un dato preoccupante riguarda la predisposizione all’Alzheimer. Viene chiamato ApoE4 la variante genetica dell’apolipoproteina E, considerata un fattore di rischio genetico comune per l’Alzheimer a esordio tardivo. I portatori di ApoE4 tendono ad accumulare più placche amiloidi e a mostrare un declino cognitivo più rapido, pertanto, durante lo studio, sono peggiorati più rapidamente rispetto ai non portatori.

Il dato che sorprende, è che per i non portatori l’effetto dell’insonnia era quasi equivalente a quello di avere la predisposizione genetica. Questo sottolinea ancora una volta l’importanza di dormire bene, soprattutto nei soggetti di mezza età.

Fonti: Focus, Neurology, The Conversation, Wikipedia, Spiegato.

Articolo di Noemi Barlocco per Nasce Cresce Ignora.

Redazione Network NCI

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