Manifestante pro aborto (@Shutterstock)
Il Parlamento Francese ha approvato l’iscrizione nella Costituzione del Diritto all’aborto, col sostegno del presidente Macron. Nonostante le opposizioni, il testo è stato approvato con un ampio margine di voti favorevoli. Questo rappresenta un cambiamento significativo nella legge e un test per l’agenda politica di Macron. Si tratta infatti del primo Paese al mondo a compiere un passo del genere.
Questo passo significativo sottolinea la vittoria delle donne nel Parlamento francese, consentendo l’iscrizione nella Costituzione della “libertà garantita” di ricorrere all’aborto. La decisione, ampiamente sostenuta dal presidente Macron e dai legislatori francesi, riflette una volontà di progresso. “In un momento in cui i diritti della donna sono minacciati in tutto il mondo”, ha dichiarato Gabriel Attal (attuale premier francese), “la Francia si alza e si pone all’avanguardia del progresso”, già un anno fa Macron si era impegnato per rendere tale libertà “irreversibile”. Nonostante le obiezioni di alcuni senatori di destra e centro, il testo è stato approvato dal Senato con 267 voti a favore e 50 contrari.
Il diritto all’aborto è già protetto dalla legge francese Simone Veil del 1975, che autorizza le donne a interrompere la gravidanza entro la fine della 14ª settimana o per motivi medici durante tutto il periodo di gestazione. Come in Italia, questo intervento è completamente coperto dal servizio sanitario nazionale. Tuttavia, tale diritto potrebbe essere messo in discussione se una nuova maggioranza decidesse di modificare la legge. Modificare la Costituzione, che richiede la convocazione del Parlamento in sessione congiunta o l’organizzazione di un referendum, è molto più complesso rispetto al voto su un testo parlamentare.
La modifica costituzionale, una volta ratificata, garantirà che la legge determini le condizioni in cui le donne possono esercitare la loro libertà di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza. Questo implicherà che qualsiasi tentativo futuro di limitare questo diritto sarebbe soggetto alla censura del Consiglio Costituzionale. Oltre all’importanza storica e politica di questo voto, i media francesi sottolineano la solennità dell’evento e la rarità del Parlamento riunito in Congresso.
Il sostegno della maggioranza dei francesi all’inclusione dell’aborto nella Costituzione riflette un cambiamento sociale significativo nel paese. Gli analisti politici vedono questo voto come un primo test per il presidente Macron e il suo governo, che hanno l’obiettivo di modificare ulteriormente la legge fondamentale prima della fine del loro mandato. La precedente modifica della Costituzione francese risale a 16 anni fa e riguardava la modernizzazione delle istituzioni sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy. Dai sondaggi effettuati risulta che due francesi su tre siano favorevoli all’iscrizione nella Costituzione del diritto all’aborto.
La Pontificia Accademia per la Vita, rappresentante del Vaticano, ha reagito a questa mossa sottolineando che non può esistere un diritto a porre fine alla vita umana, ribadendo così la posizione della Chiesa cattolica sull’aborto. La dichiarazione, in linea con le preoccupazioni espresse dalla Conferenza Episcopale francese, ha evidenziato la necessità di considerare anche le misure di supporto per coloro che desiderano tenere il proprio figlio.
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