Stelle cadenti (@Shutterstock)
Nonostante anni di proteste e di lotta ambientaliste, l’azione dell’uomo continua a creare danni ambientali. Infatti il cielo stellato sta sparendo da tutto il mondo, e le stelle stanno diventando non visibili con una velocità maggiore rispetto le stime. Ciò potrebbe essere causato da un cattivo utilizzo dei led e dell’illuminazione in generale, che sta creando un manto luminoso che copre il volto celeste.
I satelliti registrano un incremento fino al 10% di questo fenomeno che è ormai in processo da anni. Infatti, il ritmo con cui le stelle spariscono dal campo visivo dell’occhio umano si è fatto sorprendentemente più rapido. Per capire, un bambino nato oggi vedrebbe 250 stelle, mentre quando compirà 18 anni ne potrà vedere a malapena 100. Questo è il risultato di uno studio pubblicato su Science dall’astronomo Christopher Kyba. Ma l’allarme a dire il vero è in arrivo anche dagli oltre 51 mila astronomi dilettanti che da oltre 19mila parti del mondo segnalano questo problema da circa 12 anni. Questa “citizen science” è una maratona programmata e diretta dal NoirLab della Fondazione Nazionale della Scienza (Nsf) degli Stati Uniti.
Alberto Cora, dell’Osservatorio Astrofisico di Torino dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (fonte: Ansa), commenta: “Questo bellissimo esempio di citizen science indica che la visibilità delle stelle si sta decisamente riducendo. I dati dai satelliti sono diversi da quelli registrati dalla cittadinanza. Sappiamo che c’è un inevitabile aumento dell’inquinamento luminoso, per esempio in conseguenza all’aumento della popolazione e di un aumento dell’illuminazione”. Un fenomeno che, come si legge nell’articolo di Kyba, potrebbe essere attribuito a un uso più frequente dei Led. “Stiamo probabilmente sbagliando nel modo di utilizzare queste tecnologie”, osserva Cora, “utilizzando colori e frequenze che si diffondono più facilmente“. Questo fenomeno è chiamato Skyglow, e consiste nell’innalzamento di un manto luminoso.
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