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I topi non portarono la Peste Nera: ecco i veri responsabili

Grazie ad uno studio è ora possibile affermare che i topi non sono responsabili della diffusione della Peste Nera nel trecento, come finora si è invece pensato. Difatti le condizioni climatiche e del suolo dell’Europa del tempo non favorivano la sopravvivenza a lungo termine per queste specie. Perciò si è più inclini ad affermare che la colpa della diffusione sia da imputare o a piccoli parassiti, o alla trasmissione aerea.

I responsabili della diffusione della peste non sono i topi

Da sempre gli spostamenti dell’uomo hanno comportato anche gli spostamenti dei topi domestici; si intrufolavano sulle navi o carovane e hanno raggiunto tutte le parti del mondo insieme all’uomo. Tuttavia, anche se possono veicolare malattie come leptospirosi, tifo e salmonellosi, ben più pericolosi sono i loro cugini ratti. I ratti hanno una maggiore resistenza ai climi estremi e sono particolarmente prolifici. Infatti hanno causato molte epidemie al tempo dell’impero romano. Ma sono diventati ancora più famosi in epoca medievale, quando tra il 1346 e il 1353 hanno fatto girare la peste in Europa, che ha ucciso un terzo della popolazione vivente. Infatti il ratto nero, proveniente dal Medio Oriente grazie ai viaggi di ritorno delle crociate, ha portato il morbo che ha condannato il vecchio Continente.

In realtà, come anche riportato dagli storici, il salto di specie sarebbe avvenuto grazie alle zecche che vivevano sui ratti. Tuttavia uno studio della National Academy of Science ha dimostrato che le condizioni climatiche di allora avrebbero impedito a queste specie di sopravvivere a lungo. Il professor Nils Stenseth dell’Università di Oslo, afferma:

Sarebbe stato molto improbabile assistere a una diffusione così veloce, come avvenne di fatto, se fosse stata trasmessa dai ratti, più plausibile che venisse trasmessa da persona a persona“.

I veri responsabili

La ricerca quindi scagiona i ratti e dà tutta la colpa a pulci e pidocchi umani. Lo studio per poter affermare ciò ha analizzato fattori come le caratteristiche del suolo, i tipi di terreno, le condizioni climatiche e le varietà di roditori. Ma se le condizioni non erano così favorevoli per la diffusione del morbo allora è ovvio chiedersi: perché allora la peste di diffuse così rapidamente e durò così tanto? Analizzando tutte le fasi della pandemia e le loro caratteristiche, gli studiosi sono giunti alla conclusione che tutto ciò è stato possibile perché è avvenuto a causa del contatto umano: dal tocco al respiro, come altre pandemie a noi molto note, anche la peste di diffuse attraverso l’uomo.

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Angelo Di Sebastiano

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