Attualità

Gli amputano la gamba a causa dell’aggravarsi della sua patologia per liste d’attesa troppo lunghe in ospedale

Un uomo di 75 anni ha perso la gamba, diventando invalido al 100% a causa delle lunghe liste d’attesa per ottenere degli esami. Come riportato da la Repubblica  l’uomo non avrebbe subito l’amputazione della gamba se si fosse riusciti a prenotare in tempo gli esami di cui aveva bisogno, per altro non particolarmente invasivi data la non estrema gravità della situazione, in una prima fase.

La vicenda

Se qualcuno mi avesse prenotato quegli esami, adesso avrei ancora la mia gamba“. Questo è il tremendo racconto che fa l’uomo, ora costretto su una sedia a rotelle. “Non ero neanche grave, ora non sono più niente“. Così ha proseguito nel triste racconto. Ora è costretto ad abbandonare la sua casa per vivere in un ospizio, assistito per la gamba amputata. Il male che l’aveva colpito, essendo stato trascurato a causa delle lungaggini del sistema sanitario nazionale, ha portato purtroppo all’amputazione della gamba al di sopra del ginocchio.

Le conseguenze

Per l’uomo sarebbero stati sufficienti un ecodoppler e una visita angiologica. Invece, il calvario iniziato nel 2018 con qualche problema di circolazione, ha portato ad una soluzione ben più drastica. Con l’arrivo del Covid-19 la presa in carico degli esami si era letteralmente paralizzata, centinaia di migliaia di visite prenotate sono quindi balzate in avanti in tutti gli ospedali italiani, compresa quella dell’uomo. I problemi di circolazione si sono trasformati prima in un’amputazione di due dita del piede a causa della setticemia, per poi aggravarsi ulteriormente. Nonostante i tentativi di ottenere le cure adeguate, il sistema sanitario nazionale è intervenuto quando la situazione è precipitata completamente. “La mia fortuna? Un attacco di cuore“.

L’amputazione della gamba

L’uomo è stato portato in codice rosso al pronto soccorso, i medici solo allora hanno constatato la grave situazione della gamba, decidendo di amputarla sopra al ginocchio. Del caso in questione si sta ora occupando il Tribunale per i diritti del malato che, in seguito all’amputazione, è riuscito ad inserire l’uomo in un’RSA. “Lo sbaglio lo hanno fatto all’inizio: stavo male, ma per loro non stavo male abbastanza. Hanno perso tempo, e io ho perso la gamba destra“.

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Francesco Ferri

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