Il tema dei disturbi alimentari è quanto mai attuale negli ultimi tempi, soprattutto in coda all’esperienza pandemica. Il nuovo studio realizzato in occasione della giornata mondiale dell’obesità fa luce su una preoccupante tendenza che ci accompagnerà nel prossimo futuro.
Le abitudini non sane, il cambio radicale nell’alimentazione negli ultimi anni e la pandemia hanno aggravato un quadro già compromesso circa il diritto a crescere in salute. È il Murdoch Children’s Research Institute (MCRI) che ha condotto una ricerca pubblicata il 4 marzo in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità sulla rivista Lancet , che ha lanciato l’allarme.
I dati come detto riguardano i giovanissimi. Secondo lo studio entro il 2050 l’obesità interesserà un bambino o adolescente su 6 mentre un terzo di questa fetta di popolazione si ritroverà obeso o sovrappeso. Un vero e proprio problema generazionale che ad oggi non sembriamo avere vere armi per combattere.
Per invertire la tendenza sarebbe necessario compiere un’operazione capillare, agendo su diverse aree di intervento a partire dall’educazione.
“Anche se persone e famiglie possono impegnarsi per bilanciare attività fisica, dieta e sonno, tutto nei nostri ambienti lavora per contrastare questi sforzi. Dato questo enorme cambiamento globale nel peso di bambini e adolescenti, non possiamo più continuare a incolpare le persone per le loro scelte. Chiediamo ai governi di fare un passo avanti affrontando interventi normativi, tra cui la tassazione delle bevande zuccherate, il divieto di pubblicità di cibo spazzatura rivolta a bambini e giovani e il finanziamento di pasti sani nelle scuole primarie e secondarie. Dobbiamo anche considerare i benefici di politiche più ampie come la revisione della pianificazione urbana per incoraggiare stili di vita attivi.”
Ha affermato Susan Sawyer, che dirige il Centro per la salute degli adolescenti del Royal Children’s Hospital e del Murdoch Children’s Research Institute.
A dare la misura di ciò di cui stiamo parlando ci pensano i numeri, tradotti questi significano che avremo presto 356 milioni di bambini dai 5 ai 14 anni e 390 milioni di adolescenti tra i 15 e i 24 anni con gravi problemi di peso, con tutti i problemi di natura economica e di ricaduta sul sistema sanitario che ciò comporta.
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