Vino (@Pixabay)
Tempi bui per i viticoltori francesi, costretti a distruggere le proprie produzioni vinicole per fronteggiare i cambiamenti nelle abitudini di consumo dei clienti e il conseguente taglio dei prezzi. Al fine di arginare le difficoltà economiche di questo settore, Il Governo francese e l’Unione Europea hanno stanziato circa 200 milioni di euro, tuttavia insufficienti in assenza della volontà da parte dei produttori di vino di diversificare la loro produzione.
Il calo della domanda di vino è il principale sintomo del variare delle preferenze di consumo delle persone, che sembrano prediligere l’assunzione di birra; a questo dato è necessario aggiungere l’aumento del costo della vita, che concorre a sfavorire l’uso di vino. A un aumento di produzione (4%) di quest’ultimo, infatti, la Commissione europea ha registrato una diminuzione nel consumo che, nel 2023, è stimata per il 7% in Italia, 10% in Spagna, 15% in Francia, 22% in Germania e 34% in Portogallo.
Dinanzi all’esplosione di questa crisi di sovrapproduzione, l’Unione Europea ha approvato una serie di pacchetti economici per aiutare i viticoltori, acquistando quindi una porzione dei loro prodotti, per poi “distruggerli“, attraverso la distillazione, riutilizzando l’alcol in settori non alimentari, come quello dei disinfettanti e dei cosmetici. Di fronte a una cifra iniziale di 160 milioni di euro stanziata dall’UE, la Francia ha aumentato gli investimenti facendo alzare la cifra a 200 milioni di euro.
Le regioni della Francia investite da questa crisi sono quelle meridionali, in particolare la Linguadoca e Bordeaux, dove il Ministero dell’agricoltura aveva già stanziato 57 milioni di euro nel giugno scorso per abbattere 9.500 ettari di vigneti. I finanziamenti statali, tuttavia, non possono essere l’unica panacea per questo problema; al netto di una diminuzione della domanda, infatti, è necessario tentare una diversificazione di produzione, così da garantire ai consumatori una rosa di prodotti più varia e appetibile, tale da permettere alle aziende vinicole un rientro economico che sostenga l’elevata e costosa produzione.
In tal senso, il Ministro dell’agricoltura, Marc Fesneau, ha affermato che è necessario “guardare al futuro, pensare ai cambiamenti dei consumatori e adattarsi“. Incoraggiare i viticoltori a passare ad altri prodotti, come le olive, potrebbe già risultare un primo passo verso questa direzione.
Sebbene questa problematica abbia coinvolto soprattutto la Francia, i dati europei delineano un quadro di crisi generale in tutto il continente, che colpisce pesantemente anche la Spagna e il Portogallo. Per quanto riguarda il Bel Paese, la situazione, nonostante sulla carta sia meno grave rispetto ai nostri vicini, è comunque segnata dalle difficoltà del carovita e dall’aumento dei costi produttivi, finanche un diminuzione dell’export.
Fonti: Il Messaggero, TGCOM24
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