Attualità

Le formiche che sfidano le regole partorendo un’altra specie

Nel mondo animale, il concetto di specie è uno dei pilastri della biologia: gli organismi di una stessa specie si riproducono tra loro e generano prole fertile. Tuttavia, una specie di formiche europee, Messor ibericus, sembra ribaltare questa regola consolidata. Le regine di questa specie sono capaci di deporre uova che danno vita a maschi appartenenti a un’altra specie, Messor structor. Questo fenomeno, definito “xenoparità” dagli scienziati, rappresenta un unicum in natura: letteralmente, queste formiche danno alla luce “stranieri”. Lo studio pubblicato su Nature ha portato alla luce questa straordinaria peculiarità, rivelando quanto ancora poco si conosca sulle strategie riproduttive degli insetti sociali.

Maschi pelati e ibridi: l’identikit della xenoparità

Formiche (@Shutterstock)

La scoperta è nata dall’osservazione dei formicai della penisola iberica. Il team dell’Università di Montpellier ha notato che circa metà dei maschi di M. ibericus erano coperti da peluria, mentre l’altra metà era completamente priva di pelo. Analisi genetiche hanno confermato che i maschi pelati appartenevano alla specie M. structor, diversa da quella delle regine. Le regine di M. ibericus utilizzano il materiale seminale di M. structor per produrre questi maschi, rimuovendo il proprio materiale genetico dall’uovo, così che il nuovo individuo sia un maschio “puro” della specie esterna. Le femmine nate, invece, sono ibride e svolgono il ruolo di operaie nella colonia. In totale, sono stati identificati 132 maschi in 26 colonie, ciascuna popolata da circa 10.000 individui, a dimostrazione della rarità ma anche della precisione di questo processo riproduttivo.

Evoluzione e futuro incerto di un accordo unico tra formiche

Questa collaborazione tra specie avviene tra organismi evolutivamente lontani: M. ibericus e M. structor condividono un antenato comune risalente a oltre cinque milioni di anni fa. La strategia consente a M. structor di colonizzare ambienti diversi da quelli montani in cui è solita vivere, grazie alle femmine ibride di M. ibericus. Tuttavia, il futuro di questo sistema rimane incerto. I maschi, essendo cloni incapaci di riprodursi tra loro, potrebbero accumulare mutazioni genetiche deleterie nel tempo. Per ora, però, la xenoparità sembra funzionare perfettamente, offrendo un esempio straordinario di come la natura possa sorprendere e sfidare le regole più consolidate della biologia.

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Articolo di Biagi Linda

Fonte: Focus

Redazione Network NCI

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