È risaputo che i Paesi scandinavi da decenni fanno scuola grazie alle loro politiche di welfare molto avanzate rispetto a tutte le altre Nazioni europee, tanto da poter parlare di un vero e proprio “modello nordico“. L’unione di politiche stataliste e liberiste ha fatto sì che si sviluppasse uno stato sociale forte e al servizio del cittadino. Di recente la Finlandia, guidata dalla premier Sanna Marin, ha approvato una legge sul congedo parentale che mira a equiparare l’uomo e la donna, garantendo 160 giorni di permesso retribuito al 100% ad ambo le figure parentali. Vediamo i dettagli di questa legge e la situazione nel resto d’Europa…
Come riportato anche da SkyTG24, questa normativa si applica ai genitori che hanno avuto un figlio nato a partire da settembre 2022, o, in alternativa, a chi ha preso in custodia un bambino adottato dal 31 luglio 2022. A detta del governo finlandese, con questo provvedimento è possibile “conciliare meglio carriera e vita familiare“, non dando il peso del figlio solo alla madre. È importante sottolineare, inoltre, che il testo della legge non esplicita mai il genere dei genitori, in questo modo si tengono in considerazione tutti i modelli di famiglia. Oltre a ciò, dei 160 giorni previsti, ben 63 possono essere ceduti al partner.
Nonostante l’UE stabilisca che i genitori debbano avere almeno 4 mesi di congedo, la situazione europea non è particolarmente omogenea. Come riportato da SkyTG24, tra le Nazioni migliori c’è la Spagna, con 112 giorni per entrambi; la Svezia con 480 giorni remunerati per l’80% e la Germania con 1.095 giorni (sebbene la retribuzione non sia totale). Il fanalino di coda, purtroppo, è rappresentato dal nostro Paese. L’Italia, infatti, prevede solamente 10 giorni di congedo obbligatorio per la figura paterna. Tuttavia, è giusto riportare che il 12 maggio 2022 è entrato in vigore il cosiddetto Family Act, una serie di riforme strutturali volte a migliorare il sostegno verso le famiglie. La legge in questione obbliga l’esecutivo a portare a termine tutti gli impegni presi entro due anni, ovvero entro maggio 2024. Sul sito del governo c’è una sintesi dei punti fondamentali del programma, tra cui aumenti al congedo parentale. Speriamo che l’attuazione nel più breve tempo possibile di queste misure permetta all’Italia di migliorare la sua posizione nella classifica europea, e che possa creare un circolo virtuoso di autentico sostegno alle famiglie in contrasto alla denatalità.
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