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Final Destination: Bloodlines – la recensione: un’eredità fatale

In arrivo nelle sale giovedì 15 maggio, Final Destination: Bloodlines è il sesto capitolo della celebre serie, che ancora una volta vede un gruppo di protagonisti tentare di sfuggire alla morte. La pellicola diretta da Zach Lipovsky e Adam Stein mette in scena le vicende della famiglia di Iris Campbell (interpretata da Brec Bassinger e Gabriele Rose), che da giovane, grazie a una visione, riesce a scongiurare una catastrofe che avrebbe causato centinaia di morti. Come da tradizione, quindi, la morte inizia a reclamare le anime dei sopravvissuti nell’esatto ordine in cui sarebbero dovuti morire nella premonizione.

La morte è una questione di sangue

Protagonista principale della storia è Stefanie (Kaitlyn Santa Juana), nipote di Iris, che mentre si trova al college inizia a fare un incubo ricorrente, che sempre più spesso le fa rivivere la catastrofe dell’inaugurazione dello Skyview Restaurant. La ragazza torna dunque a casa, dove cerca di avvertire la sua famiglia dell’imminente arrivo della morte. Il mietitore non reclama infatti solo le anime dei sopravvissuti diretti, ma anche dei loro discendenti, che non sarebbero mai dovuti esistere.

Come nel resto della serie, la trama è un semplice pretesto per mettere in scena morti spettacolari e sempre più violente. La sequela di decessi è caratterizzata da un’ottima dose di gore, con degli elementi splatter creativi e ben dosati.

In generale, il cast non risulta eccezionale, ma comunque si fa apprezzare, soprattutto con Bobby ed Erik (rispettivamente Owen Patrick Joyner e Richard Harmon). In particolare, un elemento che non ci ha convinto a pieno dei personaggi è la gestione del rapporto madre-figlia tra Stefanie e Darlene (Rya Kihlstedt). Se è vero che questo è funzionale alla creazione del climax finale e al racconto dell’impatto delle pressioni di Iris sui propri figli; al contempo, specie in alcuni momenti, si cerca una profondità che stona con il contesto e le atmosfere del film.

Era già tutto previsto

Nel suo complesso comunque Final Destination: Bloodlines fa il suo, risultando godibile soprattutto per gli appassionati storici del franchise, che qui possono ritrovare alcune divertenti citazioni oltre che al personaggio interpretato da Tony Todd, che per l’ultima volta torna nei panni di William Bludworth. Il genere ovviamente non è per tutti, ma se siete in cerca di un po’ di sana violenza e morti inaspettate la pellicola prodotta da New Line Cinema saprà sicuramente strapparvi una risata.

Pro:

  • Elementi splatter e gore;
  • Buona gestione della comicità.

Contro:

  • Cast dimenticabile;
  • Il rapporto madre-figlia non ci ha convinto.

VOTO: 6,5

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Riccardo Rizzo

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