Napoli (@Shutterstock)
Ieri sera allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli è andata in scena la gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League fra i partenopei e l’Eintracht Francoforte. Gli uomini di Spalletti hanno superato gli avversari con un secco 3-0, che in virtù anche della vittoria all’andata vale l’accesso ai quarti di finale. Una città calcisticamente passionale come il capoluogo campano oggi avrebbe dovuto solamente festeggiare per il grande traguardo; invece si trova a leccarsi le ferite dopo una serata che di festa ha avuto ben poco.
Inizialmente la trasferta era stata vietata ai tifosi dell’Eintracht dalla Prefettura di Napoli per motivi di ordine pubblico. Circa 600 membri del nucleo ultras del club tedesco però si sono procurati i biglietti grazie all’aiuto dei tifosi dell’Atalanta. Questo gruppo di facinorosi si è quindi diretto verso Napoli con l’intento non solo di sostenere la squadra, ma anche e soprattutto di seminare il caos fra le vie del centro.
Le scene che sono circolate in rete sembrano arrivare direttamente da un film post-apocalittico. Una guerriglia urbana scatenata dai tedeschi che ha coinvolto anche le forze dell’ordine e che ha causato danni alla città e agli abitanti che ancora devono essere stimati con precisione. La reazione dell’opinione pubblica è stata durissima e ora la UEFA sta valutando sanzioni altrettanto pesanti verso i responsabili.
Eintracht Francoforte (@Shutterstock)
In queste ore la polizia sta indagando per risalire ai responsabili degli atti vandalici. Il numero degli arresti continua a crescere, come riportato dal Corriere dello Sport, mentre ai piani alti del calcio europeo si stanno pensando misure ancora più drastiche.
Secondo Eurosport, a Nyon si sta facendo strada l’ipotesi di squalificare l’Eintracht Francoforte dalle competizioni europee per i prossimi due anni. Una sanzione così pesante non solo andrebbe a colpire direttamente il club tedesco, ma sarebbe un deterrente per tutti gli altri gruppi ultras che in futuro dovessero pensare ad azioni simili.
È ancora troppo presto per parlare con certezza, ma ciò che filtra dagli ambienti della UEFA sembra tendere sempre di più verso questa direzione. Imputare direttamente ai club la responsabilità del comportamento dei propri tifosi tramite sanzioni sportive che vadano al di là di semplici multe potrebbe essere la scelta che mette la parola fine al brutto capitolo delle violenze ultras in giro per il mondo.
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