Archeologo (@Shutterstock)
L’Egitto è depositario di una delle civiltà antiche più importanti e floride che siano mai esistite, tanto che ogni anno équipe di esperti coadiuvati dal Ministero delle Antichità ne rinvengono continue testimonianze archeologiche. Risale a pochi giorni fa, ad esempio, la scoperta della mummia più antica mai ritrovata finora. Sulla scia di questa ondata archeologica, un team di esperti ha riportato alla luce i resti di un’antica “città residenziale” di età non egizia, ma risalente ai Romani. Infatti, la storia millenaria dell’Egitto ha avto per protagonisti anche i Greci, specialmente in età ellenistica, e Roma. Vediamo quindi i dettagli, riportati da Rai News e La Stampa.
Luxor è una delle città antiche egizie più note al mondo, e proprio nei suoi pressi, a circa 500 chilometri a sud de Il Cairo, sono situati i resti di questa antica città romana. Secondo Mostafa Waziri, segretario generale del “Consiglio Supremo delle Antichità” d’Egitto, si tratta di:
“Un’intera città residenziale, trovata intatta. È la città più antica e importante trovata sulla parte orientale di Luxor”.
La sua origine dovrebbe risalire a circa 1800 anni fa, ovvero tra il II e il III secolo d.C.. Gli archeologi hanno già rinvenuto diverse strutture, come edifici residenziali, officine ricche di vasi e utensili; tra gli altri resti, persino due torri che ospitavano gli uccelli viaggiatori. Al momento gli scavi sono ancora agli inizi; nelle prossime settimane è quindi altamente probabile la scoperta di ulteriori elementi del puzzle che compongono l’insieme di questa antica città.
Tutte queste scoperte archeologiche che da diverso tempo stanno interessando il Paese africano, si inseriscono in un quadro politico ed economico ben preciso. L’obiettivo dell’Egitto, infatti, è quello di rendersi nuovamente attrattivo dal punto di vista turistico, tanto da puntare ad accogliere 30 milioni di turisti all’anno entro il 2028.
All’interno dell’economia egizia, infatti, una forte voce in entrata è proprio rappresentata dal settore turistico (che genera oltre il 10% del PIL), che, a causa della pandemia, ha subito una dura contrazione. Da diversi mesi, inoltre, Il Cairo ha promesso l’apertura del cosiddetto “Grande Museo Egizio“, un nuovo museo situato presso l’altopiano di Giza, che dovrebbe accogliere un’importante raccolta di nuovi reperti archeologici. Vedremo quindi se nel medio termine l’Egitto avrà la capacità attrattiva necessaria per far ripartire l’economia.
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