Archeologo (@Shutterstock)
L’Egitto è uno degli Stati più antichi del mondo. Unificato per la prima volta dal faraone Narmer oltre 5000 anni fa, oggi rappresenta una vera e propria miniera d’oro per archeologi e storici. Sono tantissimi gli scavi presenti in tutto l’Egitto, con nuove scoperte che sono all’ordine del giorno. L’ultima, in ordine temporale, è stata rinvenuta nella necropoli di Saqqara, a pochi km dalla capitale Il Cairo.
Come riporta l’agenzia AGI, gli archeologi hanno rinvenuto i resti della tomba di Panehsy, responsabile del tempio dedicato al dio Amon. La tomba risalirebbe al primo periodo Ramesside (1.250 a.C.). A ritrovare i resti ci hanno pensato gli archeologi del Museo Egizio di Torino, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda, sotto la direzione del direttore dell’Egizio, Christian Greco e della curatrice della Collezione Egiziana e Nubiana del Museo di Leiden, Lara Weiss.
La scoperta è avvenuta a Saqqara, necropoli della capitale dell’antico Egitto, Menfi. La città ha origini antichissime, secondo la tradizione egizia venne fondata dal re Menes nel 3.000 a.C., che divenne anche il primo faraone dell’Egitto unito. La tomba di Panehsy ha la forma di un tempio, con un ingresso monumentale e una corte con portico colonnato. Al centro troviamo un pozzo che dà accesso alle camere sepolcrali egee. Il complesso è di forma rettangolare, 13,4 metri per 8,2metri, confina con la tomba di un alto funzionario, Maya, responsabile del tesoro del faraone Tutankhamon.
Non solo la tomba di Panehsy, ad est gli archeologi hanno scoperto quattro cappelle più piccole, di cui una appartenente a Yuyu, un artigiano a servizio del faraone. L’uomo aveva l’incarico di produrre lamine d’oro presso il tesoro del faraone. La tomba è abbastanza piccola, misura solo 1 metro e 15 cm.
Un altro ritrovamento importante, sempre ad est della tomba di Panehsy, è un’altra cappella funeraria, questa volta anonima. La tomba presenta una rara rappresentazione del proprietario e della sua famiglia. Lo stile artistico è molto simile alle statue presenti vicino alle cappelle funerarie di Maya e Merit Ptah, rispettivamente tesoriere dei faraoni Tutankhamon e Horemheb la prima, primo medico donna della storia d’Egitto la seconda.
Ritrovamenti importanti che delineano sempre di più la necropoli di Saqqara, una delle più vaste e antiche di tutto l’Egitto.
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