di Steven Callea
Come riportato da IGN, EA sta compiendo una serie di licenziamenti che coinvolge una parte del personale che ha lavorato a Battlefield 6. Nonostante il titolo abbia avuto una buona accoglienza al lancio, ciò non è stato sufficiente affinché i dipendenti sfuggissero a questo “riallineamento” ritenuto necessario dai vertici dell’azienda.
Quattro team coinvolti
Ad essere colpiti dai licenziamenti sono stati gli sviluppatori in seno a quattro studi: Criterion, DICE, Ripple Effect e Motive Studios. Sembra che questo provvedimento sia stato preso per concentrare chi è rimasto sul supporto post-lancio del gioco. Non sappiamo se questa ondata di tagli al personale verrà estesa anche ad altri team, ma al momento questa evenienza non sembra incombere.
Battlefield 6 è stato il gioco più venduto negli Stati Uniti d’America lo scorso anno ed ha venduto 7 milioni di copie in soli tre giorni, il miglior debutto di sempre per la serie. Eppure ciò non è bastato a salvaguardare i contratti degli sviluppatori. C’è da dire, però, che nei tre mesi successivi al lancio il gioco ha avuto un costante declino di utenti attivi pressoché in tutte le piattaforme.
Recentemente è arrivata anche la sconvolgente notizia della scomparsa di Vince Zampella, veterano di Call of Duty e fondatore di Respawn Entertainment, che era stato incaricato di guidare l’intero progetto. Questa tragedia si unisce al pessimo momento che il gioco sta vivendo. Riuscirà EA a risollevare le sorti del suo sparatutto?

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