Attualità

È morto Mehran Karimi Nasseri, l’uomo che ispirò il film “The Terminal”

Chi non conosce il celebre film “The Terminal“? Girato da Steven Spielberg, racconta le vicissitudini di Viktor Navorski (Tom Hanks) che, a causa di un colpo di Stato nel suo Paese natale, è costretto a rimanere esiliato nell’aeroporto JFK di New York. Questa vicenda è apertamente ispirata a un episodio accaduto realmente all’iraniano Mehran Karimi Nasseri, il quale, dopo quasi 20 anni di soggiorno nell’aeroporto Charles de Gaulle, è deceduto nella giornata di ieri, il 12 novembre. Andiamo quindi a ripercorrere brevemente la sua incredibile storia…

Tra l’Iran e l’Europa: la rocambolesca storia di Mehran Karimi Nasseri

Come riporta TGCOM24, Nasseri si è spento a 78 anni nell’aeroporto che per quasi due decenni è stato la sua casa. Originario dell’Iran, abbandonò il suo Paese in seguito a delle proteste contro il Governo e iniziò a vagare in Europa alla ricerca, a detta sua, della vera madre. La sua principale meta era il Regno Unito, dove avrebbe dovuto trovare la madre biologica, di nazionalità scozzese. Tuttavia, dopo il rifiuto dell’asilo politico da parte delle autorità britanniche, per Nasseri si aprì un vagabondaggio tra il Belgio e la Francia, costatogli anche diversi mesi di carcere. Il suo ultimo viaggio, nel 1988, aveva come destinazione l’aeroporto Charles de Gaulle.

Lo sventurato esule vide una via d’uscita da questo limbo nel 1999, quando gli venne finalmente offerta la possibilità di ritirare i documenti a Bobigny; questi gli avrebbero garantito un permesso di soggiorno in Francia. Nasser, tuttavia, si rifiutò di apporre la sua firma, sostenendo di non essere più iraniano e tantomeno di chiamarsi Nasser, ma sir Alfred Mehran. Entrando quindi in un’impasse, Nasser continuò a vivere nell’aeroporto, fino a quando il film “The Terminal“, nel 2004, non lo fece diventare famoso in tutto il mondo. I riflettori della stampa si puntarono così su di lui, tanto da fargli racimolare anche una certa quantità di denaro. In seguito visse per diversi anni in una casa d’accoglienza, fino a spegnersi definitivamente nell’aeroporto francese, dove ormai era diventato un volto noto.

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Lorenzo Peratoner

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