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Don’t Look Up, la recensione: vedere per credere

Disponibile dal 24 dicembre su Netflix, “Don’t Look Up” è il nuovo film scritto e diretto da Adam McKay. Nel cast troviamo Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Meryl Streep, Jonah Hill, Mark Rylance, Rob Morgan, Cate Blanchett e Timothée Chalamet.

Dopo “La grande scommessa” e “Vice”, il regista e sceneggiatore Adam McKay torna nel genere che lo ha lanciato: la commedia. Ma “Don’t Look Up” non è la solita pellicola comedy. Con un grandissimo cast, McKay attraverso un evento catastrofico, mette in evidenza la società di oggi, il suo modo di pensare e il suo “non guardare in alto”.

La fine è vicina

Il professore Randall Mindy (Leonardo DiCaprio) e la sua assistente Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence), scoprono una cometa che impatterà con il pianeta Terra in sei mesi. Ma questa, a causa della sua grandezza, porterà il genere umano all’estinzione. Ed è qui che inizia la missione dei due protagonisti. Insieme al direttore del dipartimento della difesa planetaria (si, esiste sul serio) Teddy Oglethorpe (Rob Morgan), i nostri “eroi” cercheranno di convincere il presidente degli USA (Meryl Streep) a fermare la cometa.

Ed è proprio qui che gli eventi di “Don’t Look Up” hanno inizio. In un primo momento può sembrarvi uno di quei film catastrofici degli anni ’90, ma la pellicola di Adam McKay racconta non solo la sua storia, ma parla del nostro mondo. Dall’ignoranza dei potenti, fino ad arrivare allo scetticismo del popolo, “Don’t Look Up” mette questo in mostra attraverso una geniale satira e un grandissimo cast.

Un grande cast per “la fine del mondo”

Uno dei punti di forza di “Don’t Look Up” risiede nel suo cast. Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence regalano una grandissima performance nei panni dei protagonisti. Infatti i loro personaggi sono le due facce della medaglia del racconto. Se da una parte il Dr. Mindy interpretato da DiCaprio si lascia affascinare dal successo, nonostante lo scetticismo dietro la sua scoperta, dall’altra parte abbiamo la Dibiasky (Jennifer Lawrence) che cerca di far vedere la verità al mondo intero, fallendo.

Lo stravolgimento delle vite dei due, porterà loro conseguenze devastanti da far sembrare la fine del mondo l’ultimo dei loro problemi. Se i protagonisti sono il lato serio della pellicola, i vari comprimari sono la rappresentazione satirica del nostro mondo. In primis su tutti il presidente Janie Orlean interpretato da Meryl Streep e il CEO della più importante azienda tecnologica al mondo interpretato da Mark Rylance.

I due attori sorprendo in modo positivo all’interno di “Don’t Look Up”. No per le scelte dei loro personaggi, ma per l’interpretazione offerta dai due, mai visti in ruoli simili. Se la Orlean della Streep è un presidente incompetente e pronta a tutto pur di non perdere la poltrona e i guadagni, Peter Isherwell, portato su schermo da Mark Rylance, è un mix tra Steve Jobs e Elon Musk. Infatti è evidente la critica fatta da Adam McKay alla precedente amministrazione USA e ai guru della tecnologia che professano il progresso dell’umanità, quando in realtà l’unico obiettivo è il guadagno.

Ma la critica di “Don’t Look Up” non è rivolta solo ai potenti e i ricchi, ma anche ai cittadini di tutto il mondo e i media.

Don’t look up or just look up

La satira cruda di “Don’t Look Up”, colpisce proprio tutti. Dai potenti fino ad arrivare ai cittadini del mondo creduloni. La pellicola mette in evidenza proprio questo, una società vittima dell’ipocrisia e del “bello” fatto vedere sui social e dai media. Nel mondo di oggi, il gossip è più importante di un qualunque altro problema. Infatti in “Don’t Look Up” viene mostrato come una “storia d’amore” tra due cantanti sia più significante della fine del mondo.

Se fino ad adesso abbiamo parlato di come il lavoro di Adam McKay sia così attuale, è arrivato il momento di applicarlo al mondo reale. L’uscita della pellicola coincide con un periodo molto difficile per tutto il pianeta. Non abbiamo una cometa in arrivo, però stiamo affrontando una pandemia globale. Ed è proprio questa minaccia che ha messo in mostra l’ipocrisia della gente e non solo. E “Don’t Look Up”, grazie alla sua satira, mette in evidenza proprio questo. Estremizzando non solo i suoi protagonisti, ma anche la situazione che porta a tutto ciò. Poteva far ridere e semplicemente riflettere per il futuro, ma la pellicola scritta e diretta da Adam McKay colpisce in pieno il nostro presente, lasciandoci così dentro molto scetticismo e una domanda: non guardare in alto o guardare in alto?

“Don’t Look Up” è un film per tutti?

Questa è una domanda che sorge spontanea una volta conclusa la visione del film. La risposta è no. Anche se la pellicola di McKay va vista assolutamente, il suo unico difetto risiede proprio nel non poter arrivare a tutti. Nonostante la grande regia e il grandissimo dispiegamento di forze per il cast, “Don’t Look Up” è un tipo di commedia che non può essere apprezzata da tutti. Non solo perché il regista parla principalmente del suo paese, ma anche nel suo modo di fare satira che alterna scene comiche ad altre drammatiche.

Ma nonostante questo, “Don’t Look Up” è uno di quei titoli che va visto assolutamente e apprezzato per quello che è: una grande critica geniale alla nostra società. Non sarà la commedia adatta per passare queste vacanze di Natale, ma il lavoro svolto da McKay è uno dei migliori di questo 2021 cinematografico.

Considerazioni finali

“Don’t Look Up”  è una commedia satirica geniale. Divertente, crudo e diretto, il film scritto e diretto da Adam McKay è una delle perle cinematografiche di questo 2021. Con un cast stellare in formissima, la forte critica sociale arriva chiara allo spettatore. Si ride e si riflette, anche “grazie” al periodo che stiamo vivendo, creando così dei parallelismi con il nostro mondo. Unica pecca è il non poter riuscire ad arrivare a tutto il pubblico, soprattutto chi si aspetta una commedia demenziale con un super cast.

Pro

  • La regia e la scrittura geniale di Adam McKay;
  • L’intero cast della pellicola, dove sorprendono DiCaprio, Streep e Rylance in ruoli inediti;
  • L’attualità e l’onestà della satira all’interno del racconto.

Contro

  • Purtroppo non tutto il pubblico può apprezzare questo tipo di comicità.

Per altre recensioni di film e serie TV, continuate a seguirci su NCS.

di Gabriele Di Nuovo

 

Gabriele Di Nuovo

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