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Disney – L’incredibile bufala sui lemming alimentata da un vecchio documentario!

La Disney ha sempre potuto vantare un posto speciale nel cuore di ognuno di noi, inutile negarlo. Sono innumerevoli i prodotti audiovisivi della casa di Topolino che in un modo o nell’altro hanno segnato un particolare momento o periodo della nostra vita. Eppure, anche un’azienda del genere (o chi per lei) può commettere gravi errori; ed è esattamente quello che successe durante la produzione di “Artico selvaggio” (1958), documentario Premio Oscar e Orso d’Oro al Festival del cinema di Berlino.

Questa pellicola, parte di una serie più ampia di documentari, ha purtroppo alimentato per decenni quella che si è poi rivelata essere una clamorosa bufala, probabilmente creata ad hoc dagli stessi autori delle riprese. Chi ha lavorato al film si è infatti “inventato” di sana pianta la storia del suicidio di massa dei lemming…

 

@La locandina di “Artico selvaggio”

Disney e la bufala sui lemming

Per chi non lo sapesse, i lemming sono piccoli roditori artici che abitano principalmente la tundra. Fanno parte della stessa famiglia di arvicole, ratti, topi, criceti e gerbilli e pesano tra i 30 e i 120 grammi. Sono lunghi tra i 7 e i 15 cm, e hanno un pelo lungo e soffice e la coda molto piccola.

La sequenza più celebre di “Artico selvaggio” (“White Wilderness”) vede un nutrito branco di lemming gettarsi uno dopo l’altro da una rupe verso l’Oceano, incontro ad una morte praticamente certa. Questo frammento è entrato nell’immaginario collettivo dell’epoca come un vero e proprio “suicidio di massa”  volontario dei piccoli roditori, intenti a mantenere sotto controllo un’eventuale sovrappopolazione. Ma nel 1982, nel corso del programma della CBC “The Fifth Estate”, venne rivelato con grande sconcerto che il “tuffo” disperato degli animaletti era stato in realtà indotto dagli addetti ai lavori tramite l’utilizzo di un’apposita piattaforma girevole. Ad oggi non è ancora chiaro se la Disney fosse effettivamente a conoscenza dell’inganno di James R. Simon (regista di quella sequenza), né se quei lemming sopravvissero. Sta di fatto che la pellicola fu girata nell’Alberta (Canada), dove non ci sono lemming e, dettaglio non trascurabile, non c’è neppure un mare in cui tuffarsi…

 

Lemming (@Shutterstock)

Cosa sappiamo sulla vicenda

Cercando di fare un minimo di chiarezza almeno per quanto riguarda la versione italiana, Emilio Cigoli (narratore del documentario) non parla mai di vero e proprio suicidio nella sua narrazione, ma piuttosto di “migrazione” in periodi in cui il cibo scarseggia. E i lemming effettivamente compiono brevi “migrazioni” attraversando i corsi d’acqua che incontrano alla ricerca di cibo; talvolta poi tentano di superare specchi d’acqua troppo profondi e molti di loro annegano. Ma niente più di questo! Purtroppo la sequenza incriminata presenta invece un’immagine finale con un ammasso di lemming fermi in acqua, che il narratore vuole implicitamente presentarci come cadaveri…

Ma, indagando a fondo, viene fuori che questa costruzione ad hoc del “suicidio” dei lemming potrebbe trarre origine in realtà da una storia a fumetti di tre anni prima. Nel 1955 debuttava infatti Zio Paperone e il ratto del ratto (The Lemming with the Locket)”, di Carl Barks; la storia, ad un certo punto, mostra una marea vivente di questi animali intenti in una migrazione di massa, diretti verso la scogliera e pronti apparentemente a saltare in acqua verso morte certa. Una serie di vignette davvero impattante, con i paperi intenti ad osservare la scena impotenti.

 

@Il “suicidio” dei lemming

 

Come reperire il filmato Disney

Ad ogni modo, oggi “Artico selvaggio” è difficile da reperire. Non è disponibile su Disney+, sebbene avrebbe dovuto esserlo. Non è mai stato rilasciato in DVD né in Blu-Ray, né in digitale. Attualmente l’unica possibilità di rivederlo (legalmente) per intero è sperare in un suo passaggio televisivo o recuperarne una vecchia VHS. Nel frattempo, è ancora possibile visionare l’intera sequenza incriminata in lingua originale su YouTube, ammesso che non venga rimossa in futuro.

 

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Domenico Scala

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