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De Laurentiis: respinto il ricorso sulle multiproprietà. Quale futuro per Napoli e Bari?

di Lorenzo Ruggieri

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Nulla da fare per i De Laurentiis. Quest’oggi, il Tribunale Federale Nazionale ha respinto il ricorso in merito al nodo multiproprietà. Il figlio di Aurelio, Luigi De Laurentiis, è infatti il presidente del Bari, società neopromossa in Serie B. Tuttavia, l’articolo 16 bis delle NOIF (Norme Organizzative Interne FIGC) impedisce ad un soggetto, o ai suoi parenti o affini fino al quarto grado di parentela, di detenere la maggioranza dei diritti di voto dell’organo decisionale in più società del settore professionistico.

La sentenza di oggi, però, apre scenari importanti: l’avvocato della famiglia De Laurentiis ha già comunicato la decisione dei suoi assistiti.

De Laurentiis, cosa è la multiproprietà? L’esito della sentenza

Per multiproprietà si intende la partecipazione da parte dello stesso soggetto in diverse società. Come già detto, l’articolo 16 bis delle NOIF impedisce tale situazione nel calcio professionistico. Tuttavia, tale riforma è datata ottobre 2021: in quel periodo, i De Laurentiis possedevano attraverso la Filmauro s.r.l. la maggioranza delle azioni di Napoli e Bari (all’epoca dell’acquisto militante in D). La precedente normativa consentiva la multiproprietà nel professionismo, purché una delle due società fosse stata acquistata nel periodo in cui partecipava a campionati del settore dilettantistico. In tal caso, era vietato solamente detenere club appartenenti allo stesso campionato.

Proprio su questo ultimo aspetto si basava il ricorso presentato dai legali della famiglia De Laurentiis. Gli imprenditori fondavano la propria istanza sull’inammissibilità dell’effetto retroattivo della vigente normativa. Più semplicemente, i De Laurentiis ritenevano di doversi attenere alla regolamentazione vigente al momento dell’acquisto del secondo club. Il Tribunale Federale, però, ha rigettato il ricorso con una sentenza emanata nel pomeriggio.

 

Napoli (@Shutterstock)

Il legale dei De Laurentiis: “Non finisce qui, faremo ricorso”

Secondo lo stesso articolo 16 bis, gli imprenditori avrebbero tempo fino al prossimo 30 giugno per cedere una delle due società. Al contrario, Mattia Grassani, avvocato dei due, ha precisato che la battaglia legale è destinata a protrarsi ancora a lungo: “È solo la prima frazione di una partita ancora lunga” ha dichiarato a Radio Kiss Kiss Napoli. “Faremo ricorso” ha aggiunto il giurista “e, nel caso in cui dovessimo ricevere un ulteriore responso negativo, ci appelleremo al Collegio di Garanzia del CONI“.

Una lunga vicenda che Grassani ha spiegato in questo modo: “La Filmauro potrebbe ambire anche al TAR del Lazio e al Consiglio di Stato in secondo grado. È abbastanza evidente che una norma non può operare nel passato ma solo per il futuro. Se io Filmauro mi sono aggiudicato il Bari l’ho fatto sapendo di poter gestire anche questo club”. Insomma, almeno per il momento i tifosi di Napoli e Bari possono dormire sonni tranquilli.

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