Nuovo episodio di “Daredevil: Rinascita”, siamo al settimo. Una puntata davvero particolare, in cui molte verità finalmente vengono a galla.
ATTENZIONE: seguono spoiler
Dopo il ritorno ormai ufficiale del Diavolo di Hell’s Kitchen, che aveva salvato Angela del Toro (nipote della Tigre Bianca) da Muse — seppur con la fuga del villain — la città torna in stato di allerta. Da una parte c’è Matt, dall’altra Fisk, che sfrutta la sua Task Force con un solo obiettivo: catturare Muse. L’episodio è carico di eventi, forse anche troppo per il tempo che ha a disposizione. Il volto del villain, responsabile di un’ondata di violenza, viene finalmente rivelato: è qualcuno che avevamo già incontrato nelle prime puntate. Adesso entra davvero nel vivo della storia, mostrandosi nella sua forma più crudele.
Fisk intanto non si ferma e gioca d’astuzia. Approfitta dell’incontro tra la terapista e fidanzata di Matt, Heather Glenn, e Bastian Cooper. Quest’ultimo, in un momento di vulnerabilità, ringrazia Heather per il suo aiuto e le confessa di essere Muse. Da lì scatta tutto: tenta di ucciderla, ma Daredevil interviene giusto in tempo per fermarlo. Muse viene ucciso, ma non da Matt: è Heather a sparare. E nel momento del salvataggio, Daredevil la chiama per nome. Un dettaglio che non le sfugge, un indizio che accende il dubbio sulla vera identità dell’uomo mascherato.
Nel caos mediatico che segue, Fisk riesce a manipolare la narrazione e fa credere al pubblico che sia stata la sua Task Force ad eliminare Muse. Un modo per prendersi i meriti, consolidare la sua immagine da leader e mandare un messaggio chiaro a Daredevil: non c’è più spazio per i vigilanti. Il colpo di scena finale arriva dalla moglie di Fisk, che cerca di tradirlo e prenderne il posto, architettando un’imboscata letale. Un finale che lascia intendere che la vera guerra per il potere è appena cominciata. Come andrà a finire?
L’episodio rimette in moto i pezzi della scacchiera, svela volti e chiarisce intenzioni. È un capitolo di transizione, sì, ma ricco di tensione e atmosfera, con il sapore di quel Daredevil classico fatto di dolore, lotta interiore e malinconia. Matt continua a portarsi dietro il peso dell’assenza di Foggy, e questo lo rende ancora più umano. “Solo i codardi indossano una maschera”.
Una frase ricorrente in questa stagione, che torna anche qui, ma con un significato nuovo. Non è più solo una provocazione, ma una riflessione amara sull’identità, sulle scelte e sul peso che esse comportano.
In un mondo dove tutti indossano una maschera, chi è davvero il codardo?
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Articolo di Damiano Longo
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