Ha dell’incredibile quello che è successo nel pre-partita di Mauritania-Gambia, sfida valida per la fase a gironi della Coppa d’Africa. Come da copione, nel momento in cui le due formazioni sono scese in campo chi di dovere ha fatto suonare dagli altoparlanti gli inni delle due nazioni. Ma così non è stato. Mentre infatti i giocatori gambiani hanno cantato senza problemi, gli organizzatori non hanno trovato da nessuna parte l’inno della Mauritania.
I giocatori della Mauritania, visibilmente innervositi dall’accaduto, hanno dovuto sentire due volte l’inno sbagliato. Successivamente, non riuscendo a trovare una soluzione, lo speaker ha chiesto ai mauritani di cantare “a cappella”, causando un forte imbarazzo. Il match, a causa di questo piccolo incidente, è iniziato con ben quarantacinque minuti di ritardo rispetto all’orario previsto. E non solo, la Mauritania è anche uscita dal terreno di gioco sconfitta!
Dopo il calvario degli inni infatti, i mauritani hanno anche dovuto subire una sconfitta di misura arrivata per via di un gol al decimo minuto di Jallow, attaccante del Mol Fehervar, squadra ungherese, su assist dell’ “italiano” Musa Barrow. Quella di oggi è stata la prima storica vittoria del Gambia nella Coppa d’Africa, un traguardo importantissimo raggiunto in una partita già strana prima ancora di iniziare.
Tra le file dei gambiani troviamo tanti altri “italiani”: dallo stesso Jallow, in prestito dal Vicenza, fino al già citato Barrow, attaccante del Bologna, ma anche Colley, difensore della Sampdoria, e Darboe, centrocampista della Roma, entrato in campo al sessantaquattresimo di gioco.
Un inizio decisamente rocambolesco per una competizione già molto criticata che dimostra sempre più difficoltà tra gestione dei match e degli “addetti ai lavori”. Sul nostro sito, a proposito di Coppa d’Africa, potete trovare un altro articolo, (a cui potrete arrivare da qui!) dedicato al disastro causato da un arbitro che ha fischiato la fine della partita cinque minuti prima del novantesimo.
Riuscirà la competizione africana a trovare un suo ordine? O dovremo aspettarci altre assurdità in questi giorni?
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di Tommaso Bersanetti
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