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Cina: morto uno streamer per il troppo lavoro

Dalla Cina ci arriva una terribile notizia, la morte di uno studente deceduto a quanto pare per l’elevato carico di lavoro. Lo studente era impegnato nello streaming online, collaborando con un’azienda tramite un contratto di lavoro ai limiti della decenza. Ecco che cosa sappiamo su questa orrenda vicenda.

Cina, il giovane streamer deceduto

Siamo a Zhengzhou, capitale della provincia cinese di Henan, dove un giovane studente del college è stato trovato senza vita. Si tratta di Li Hao, uno streamer che collaborava con la società cinese Henan Qinyi Culture and Media Co. Stando alle ricostruzioni, il giovane sarebbe morto per lo sfinimento dovuto all’eccessivo carico di lavoro a cui era sottoposto.

Il 10 novembre gli amici di Li lo hanno ritrovato nella sua abitazione, il giovane non rispondeva agli stimoli esterni ed è stata chiamata un’ambulanza. Solo una volta giunti in ospedale si è potuto appurare il decesso ed è proprio la causa della morte quello che ha sconvolto gli inquirenti. Li Hao ha lavorato, letteralmente, fino alla morte, a causa di alcuni turni di lavoro stremanti e sottopagati. L’accordo con l’azienda Henan Qinyi Culture and Media Co. prevedeva infatti che il ragazzo producesse 240 ore di streaming in 26 giorni. Si tratta di circa 9 ore quotidiane davanti la telecamera, a cui si aggiunge la produzione di 15 video mensili. Questo senza contare lo sforzo necessario a portare avanti gli studi e la vita quotidiana.

Centinaia di ore di lavoro al mese, per ottenere un ricavo che corrisponde a circa 400 euro, in pratica il salario minimo. Ma secondo la Henan Qinyi Culture and Media Co., non si tratta di un problema contrattuale. L’azienda ha infatti negato tutte le accuse rivoltele, sostenendo che il rapporto lavorativo è una collaborazione semplice. I dipendenti avrebbero modo di scegliere il proprio orario lavorativo e la colpa sarebbe di Li Hao che ha scelto un carico eccessivo. L’azienda avrebbe anche offerto alla famiglia Hao un risarcimento, che supera però di poco lo stipendio del giovane. Di certo delle dichiarazioni devastanti, che mettono in luce le meccaniche più oscure del mondo del lavoro. E voi, cosa ne pensate? Fatecelo sapere su Nasce, Cresce, Respawna.

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Michele Messina

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