di Redazione NCI
Dal 27 febbraio al 4 marzo (Martedì grasso) si festeggerà il Carnevale. Approfondiamo le sue origini, perché si festeggia e quali sono i più importanti d’Italia.
Cos’è il carnevale: origini
Il Carnevale è una festa legata al mondo cattolico e cristiano, ma le sue origini risalgono a quando ancora la religione dominante era quella pagana. La ricorrenza deriva dai Saturnali della Roma antica e dalle feste dionisiache del periodo classico greco. Durante queste festività era lecito lasciarsi andare per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Una volta terminate le feste il rigore e l’ordine tornavano a dettare legge nella società: «semel in anno licet insanire» – “una volta l’anno è lecito impazzire” – recita infatti un antico detto latino, associato alla festività.
Oggi il Carnevale viene festeggiato con l’ultimo banchetto prima di iniziare la Quaresima, periodo tradizionalmente associato al digiuno e, in particolare, all’astinenza dalla carne. Nasce per questo motivo la parola “Carnevale” dal latino «carnem levare» ovvero eliminare la carne.
Data la sua dipendenza dalla Quaresima (che inizia circa quaranta giorni prima della pasqua) esso non ha una data prestabilita, ma cambia in base a quando cade quest’ultima. Il periodo di Carnevale inizia la domenica, raggiunge il culmine il Giovedì grasso e termina il Martedì. Il primo Mercoledì di Quaresima viene chiamato “delle ceneri”, poiché dovrebbe segnare la fine della festa. Tuttavia, dove si osserva il Rito Ambrosiano (diocesi di Milano), i festeggiamenti finiscono il sabato successivo.
La festa in maschera
L’idea di travestirsi è altrettanto antica, e in molte parti del mondo si usano travestimenti durante le feste religiose. Lo spirito che muove il travestimento è quello di livellare l’ordine delle cose, mettendo tutti sullo stesso piano. Ognuno è libero di travestirsi da ciò che non è: così nel Medioevo i popolani potevano sentirsi al pari dei potenti indossando una corona.
L’Italia è ricca di maschere regionali di Carnevale, di origine diversa: teatro dei burattini, Commedia dell’arte, tradizioni arcaiche o addirittura ideate appositamente come simboli dei festeggiamenti carnevaleschi di varie città. È generalmente accettato che le maschere, il rumore, il colore e il clamore avessero avuto in origine lo scopo di scacciare le forze delle tenebre e l’inverno, e di aprire la strada per l’arrivo della primavera.
Il Carnevale in Italia
Parlando di questa festività non si può non fare riferimento ai Carnevali del nostro paese, noti anche all’estero. Ecco una breve presentazione di due fra i più rilevanti: quelli di Venezia e Ivrea.
Il Carnevale di Venezia
Tra i più celebri al mondo, richiama ogni anno numerosi turisti e curiosi per ammirare dal vivo Piazza San Marco, i canali e le calli di Venezia animate dai colori e dalle suggestioni di maschere e costumi eleganti. Le sue origini sono antichissime (era infatti già menzionato in un documento del 1094), il Carnevale di Venezia ha il suo emblema nella maschera. Numerosi gli eventi e le celebrazioni, tra cui: il Volo dell’Angelo dal Campanile di San Marco, la rievocazione storica della Festa delle Marie, lo Svolo del Leon, il tributo al Leone Alato simbolo di Venezia, sfilate in maschera e concorsi della maschera più bella, cortei in barca, galà, DJ set, concerti e stand enogastronomici.
Il Carnevale di Ivrea
In Piemonte troviamo una delle celebrazioni più originali e folcloristiche d’Italia: il Carnevale di Ivrea. Un evento unico nel suo genere per via della spettacolare “Battaglia delle Arance”: una rievocazione medievale che si svolge nei tre giorni intorno al Martedì Grasso. Questa tradizione fa rivivere lo scontro tra gli “aranceri a piedi”, che rappresentano il popolo, e i tiratori di arance, che sfilano per le vie della città a bordo di carri trainati da cavalli, a rappresentare il tiranno. Elemento distintivo è il berretto rosso: accessorio da portare obbligatoriamente per non essere scambiati per arancieri e quindi per poter essere risparmiati dalle arance.
Fonti: Focus Junior, Italia.it e Wikipedia.
Articolo di Noemi Barlocco per Nasce Cresce Ignora.
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