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Brasileirão, il finale di stagione folle del campionato verdeoro

di Alessandro Colepio

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Il Brasileirão, la massima lega del calcio in Brasile, è da sempre uno dei campionati più affascinanti del mondo. Pur non potendo contare sui soldi e sui grandi campioni delle federazioni europee, il campionato brasiliano riesce da sempre a raccogliere l’interesse di migliaia di appassionati in giro per il mondo. Squadre come Santos, Flamengo, Fluminense e Palmeiras (fondato, sotto il nome di Palestra Italia, da alcuni nostri compaesani emigrati) godono di un fascino esotico che difficilmente potranno mai perdere: del resto, il Brasile è da sempre la terra del futbol bailado, della ginga e del “joga bonito“: impossibile non innamorarsi di una cultura simile.

Nonostante il dislivello tecnico fra il calcio sudamericano e quello europeo sia aumentato rispetto a qualche anno fa, i popoli latini si distinguono ancora per passione e spettacolo. Le partite sono delle vere e proprie guerre combattute a suon di gol, giocate e cartellini. La tattica lascia il posto alla fantasia, al cuore e alla grinta dei giocatori in campo, veri protagonisti di quanto accade dei 90 minuti: con queste premesse, l’intrattenimento è assicurato fino all’ultima partita.

L’ennesima loucura, per dirlo alla brasiliana, si è verificata nelle giornate decisive del Brasileirão. Il campionato non è ancora chiuso, ma ad una gara dal termine siamo davvero vicini ad una conclusione che solo qualche settimana fa sembrava impossibile.

Il finale da urlo del Brasileirão

Il campionato brasiliano, fino a metà ottobre, non aveva riservato particolari emozioni. Il Botafogo, club di Rio de Janeiro reso grande da Garrincha, guidava in solitaria la classifica e ad un certo punto della stagione si trovava a +14 sulla seconda. In altri Paesi sarebbe stato un discorso già chiuso, ma siamo in Brasile e la follia è ordinaria amministrazione.

Il Botafogo, senza una spiegazione logica, smette di vincere. La stessa squadra che aveva dominato il campionato brasiliano inizia a sentire le avversarie sempre più vicine: gli altri club annusano l’odore del sangue, capiscono che la rimonta è possibile e in poco tempo annullano il vantaggio del Fogão.

Alla penultima giornata di campionato, tra la prima e la sesta in classifica c’erano solo 3 punti. Tutto era ancora apertissimo, le squadre sono scese in campo e dopo il 36° turno il Palmeiras di Endrick si è involato in solitaria a quota 69 punti, staccando l’Atletico Mineiro e il Flamengo a 66. Il Botafogo è scivolato invece al quinto posto, a 64 punti, dopo un suicidio tecnico senza precedenti.

Manca una sola giornata al termine del Brasileirão, e finalmente sembra tutto scritto. Il Palmeiras, secondo una previsione statistica brasiliana, ha il 99,9% di possibilità di laurearsi campione nazionale (per il secondo anno di fila) al termine della prossima gara contro il Cruzeiro. Lo 0,1% rimanente rappresenta l’unica combinazione favorevole all’Atletico Mineiro: sperare che il Palmeiras perda con minimo 8 reti di scarto per superarne la differenza reti e, contemporaneamente, vincere la propria partita. Siamo ovviamente nel campo dell’inimmaginabile, ma solo due mesi fa il titolo sembrava già in mano del Botafogo. Chissà, magari il Brasileirão ha ancora in serbo qualche sorpresa per tutti gli appassionati!

 

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