Attualità

Bologna, il Mit boccia la misura dei 30 km/h

Bologna ha ormai adottato a pieno regime la regola dei 30 chilometri orari in determinate aree urbane. A pochissimi giorni dalla novità, però, si fanno già sentire i commenti negativi circa il nuovo limite: tra questi, emerge la voce del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, che boccia la questa misura.

Bologna in subbuglio: i problemi del nuovo limite in città

Nonostante la città di Bologna abbia adottato la nuova regola dei 30 km/h solo da tre giorni, sono già emerse parecchie lamentele e perplessità circa la sua reale utilità. Effettivamente, secondo molti cittadini bolognesi, per la comunità al momento i danni sono stati di più rispetto ai benefici.

A sollevare i primi dubbi è stato il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, che afferma infatti che, da quanto emerso in primi questi giorni di sperimentazione, i problemi per i cittadini, specie per i lavoratori, rischiano di essere di gran lunga maggiori rispetto ai benefici riguardanti la sicurezza stradale e le emissioni.

Il Ministro, come riportato dal Corriere di Bologna, si dichiara inoltre “pronto ad avviare un confronto immediato con l’amministrazione bolognese per verificare soluzioni alternative e prevenire forzature e fughe in avanti che poi rischiano di essere smentite dai giudici“. Aggiunge inoltre che una città bloccata per i 30 all’ora rischia di diventare un problema per tutti, in primis per i lavoratori.

La riposta del sindaco: “non facciamo cassa, più spese che entrate”

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore si è subito impegnato a dare delle risposte in seguito ai dubbi e alle critiche alzate da chi non crede nell’utilità della nuova misura entrata in vigore. Davanti a chi crede che il limite dei 30 sia solo un espediente del Comune per fare cassa, il sindaco spiega che in realtà l’amministrazione spende di più per pagare le pattuglie e i segnalatori rispetto a quanto guadagni dalle multe.

Il primo cittadino chiarisce poi ai microfoni di Rtl 102.5 che la misura messa in atto “serve per sensibilizzare i cittadini sulla sicurezza stradale“. Asserisce poi che il Comune ha deciso di non multare ovunque e tutti, ma solamente in alcuni luoghi considerati critici, ovvero in prossimità delle scuole o dove l‘incidentalità è alta.

Lepore parla poi della prima multa che è stata emessa il 16 gennaio: si trattava di un cittadino che andava ai 39 km/h in una zona dove il limite era dei 30 già da anni. Infatti, quell’area si trova in corrispondenza di una scuola dove non molto tempo fa era morta una donna. Sottolinea infatti: “Il nostro obiettivo è ridurre gli incidenti e la velocità“.

Proprio Lepore ammette di essere stato, in precedenza, scettico riguardo ad una misura del genere, ma di averne poi compreso l’importanza in seguito all’incontro con le associazioni familiari delle vittime. Infatti, solamente nel 2023 a Bologna sono state una trentina le vittime della strada, e questo numero deve essere destinato a scendere.

La questione autobus e i ritardi

Uno dei problemi più spinosi emersi il 16 gennaio con l’arrivo del nuovo limite è stato quello legato agli autobus e ai ritardi. Come spiega l’assessora alla Mobilità Valentina Orioli, gli autisti continuano a fare rivendicazioni sul contratto nazionale, che però non ha nulla a che vedere con la questione dei 30 km/h.

Inoltre, l’assessora afferma che “i ritardi degli autobus non sono imputabili a questa misura, non mi risulta che prima di martedì i bus fossero tutti puntuali. Comunque da parte nostra c’è la massima attenzione su questo tema“.

Davanti alle diverse perplessità presentate dalle associazioni di categoria, ma anche dai cittadini, Orioli assicura poi che il dialogo resterà sempre aperto e che l’amministrazione cercherà per quanto possibile di spiegare l’importanza della nuova misura.

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