Operazione chirurgica (@Pexels)
Un bambino di 11 anni, affetto da una grave patologia, è riuscito a muovere i suoi primi passi grazie ai numerosi interventi medici condotti dall’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove il ragazzino era ricoverato già da diverso tempo. “Vedere un bambino che può finalmente camminare e vedere il suo sorriso e quello dei suoi genitori è una soddisfazione che ripaga di tutti gli sforzi e le fatiche. È una gioia che dà senso e significato al nostro mestiere” ha spiegato il professore e direttore della Struttura organizzativa complessa di Ortopedia e traumatologia pediatrica Giovanni Beltrami.
Il bambino, fin dai primissimi anni di vita, soffre di una patologia volgarmente denominata malattia “delle ossa di vetro”, il cui nome medico è tuttavia quello di “osteogenesi imperfetta“; si tratta di una patologia ereditaria che va a colpire il collagene, una proteina fondamentale per le ossa, e che, di conseguenza, comporta una spiccata fragilità dell’apparato scheletrico, il quale è sotto costante rischio di traumi. La malattia si può presentare sotto varie forme, e in questo caso si tratta di una situazione molto severa.
Nel corso del suo primo decennio di vita, il ragazzino ha infatti subìto numerose fratture, soprattutto agli arti inferiori, tali per cui questi ultimi hanno assunto progressivamente una forma “a sciabola“, rendendo molto difficile l’assunzione della posizione eretta. Di fronte a questo problema, i genitori si sono rivolti all’Ospedale Meyer, dove i medici hanno immediatamente condotto una diagnosi approfondita e completa, confermando purtroppo la patologia.
Attualmente non esistono ancora delle cure per debellare totalmente la malattia, tuttavia sono previsti dei trattamenti per rendere la situazione più sostenibile, evitando le continue fratture dello scheletro. In questo quadro, l’aiuto offerto dal laboratorio T3Ddy del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Firenze si è rivelato prezioso, permettendo la stampa a tre dimensioni e in scala 1:1 delle ossa degli arti inferiori del ragazzino.
Grazie al modello fedele e realistico, i medici hanno potuto delineare le modalità di intervento chirurgico per correggere la forma assunta dalle ossa. In particolare, i chirurghi hanno individuato i punti esatti in cui compiere dei tagli (osteotomie) e impiantare dei chiodi telescopici; in questo modo in sala operatoria i medici hanno potuto agire, nel corso di 4 interventi diversi, correggendo il difetto fisico e permettendo, grazie a questi particolari chiodi, di accompagnare le crescita delle ossa.
Trasferito al Centro Irccs Don Carlo Gnocchi di Firenze, il bambino è riuscito, di recente, a camminare, con l’ausilio delle stampelle. Si tratta di una tappa che fino a poco tempo prima sembrava totalmente insperata, e che ha ridato speranza tanto ai genitori quanto al bambino.
Fonti: Adnkronos, Corriere Fiorentino
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