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La transizione dal carburante tradizionale alle auto elettriche è più difficile del previsto, soprattutto in Italia. La quota di mercato riservata a queste vetture è ferma al 4,2% ed è ancora troppo bassa per allinearsi coi progetti dell’Unione Europea, che intende azzerare la produzione di motori termici entro il 2035.
Il Governo Meloni, e in particolare la figura del Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, è pronto a mettere a disposizione dei cittadini meno abbienti incentivi vari per favorire la rottamazione dei veicoli vecchi e l’acquisto di automobili più moderne e sostenibili. TGCOM24 parla di circa 930 milioni di euro, pronti ad essere destinati a questo scopo. Le cifre reali potrebbero variare dopo che la bozza di lavoro verrà approvata dal Consiglio dei Ministri.
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Il Governo metterà sul piatto somme di denaro che vanno dai 6mila al 13.750 euro per chi rottama un veicolo Euro2, acquista una vettura “full electric” e ha un ISEE sotto i 30mila euro. Se si sceglie un veicolo ibrido e si rientra negli altri due parametri (rottamazione ed ISEE), l’incentivo sarà fra i 4mila e i 10mila euro. La soglia più bassa, compresa fra 1500 e 3mila euro, è riservata a chi sceglie un automobile a basse emissioni.
Tenendo a mente che non si tratta di numeri ufficiali, il Ministro Urso presenterà il piano definitivo il prossimo 1 febbraio, quando si terrà il tavolo automotive e il Governo incontrerà i principali esponenti del settore automobilistico. L’obiettivo principale è quello di ammodernare il parco auto italiano, che ancora “vanta” tantissimi veicoli Euro3 o inferiori, e stimolare l’acquisto di mezzi di trasporto effettivamente prodotti in Italia. Gli incentivi, in maniera ridotta, saranno anche messi a disposizione di taxi e veicoli commerciali.
Questa manovra così progressista potrebbe avere effetti positivi sul mercato automobilistico italiano, che negli ultimi mesi ha conosciuto una significativa stagnazione. Il bisogno primario rimane comunque quello di accelerare i tempi della transizione verso i motori elettrici, che grazie alla loro sostenibilità potranno accompagnarci verso un futuro meno inquinante. Va da sé che, oltre agli incentivi per l’acquisto, l’Italia ha bisogno di una sistematica rivoluzione per quanto riguarda le infrastrutture pubbliche di ricarica, specialmente nei piccoli centri urbani.
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