Oggi, 2 aprile, ricorre la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo. Essa è riconosciuta a livello internazionale per incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite a una maggiore sensibilizzazione rispetto all’autismo.
Riporta il sito del ministero:
“In occasione della Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Ministero dell’istruzione e del merito illuminerà il proprio edificio di blu, colore simbolo scelto dall’ONU per sensibilizzare i cittadini alla conoscenza dei disturbi dello spettro autistico e richiamare l’attenzione sui diritti delle persone e delle loro famiglie”.
Da questo paragrafo si capisce anche il motivo per cui la giornata di oggi è soprannominata Blue day. Inoltre
“La Giornata è un’occasione preziosa per invitare tutte le scuole ad organizzare attività che coinvolgano l’intera comunità scolastica, anche in collaborazione con associazioni del Terzo Settore oltre alle associazioni scientifiche specializzate”.
Queste attività hanno l’obiettivo di accrescere l’attenzione sui diritti delle persone con autismo e garantire supporto e accoglienza da parte dell’intera comunità educante.
I dati di una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano che circa un bambino ogni 75 è affetto da un disturbo dello spettro autistico. Questo è un dato importante, soprattutto se confrontato con quello Statunitense (1 bambino su 36 circa).
I primi segnali emergono spesso durante il primo anno di vita. Fortunatamente chi inizia un intervento nei primi due anni presenta in media traiettorie evolutive migliori, è quindi importante accorgersi dei segnali. A tale scopo la Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) elenca 10 campanelli d’allarme per riconoscere un disturbo dello spettro autistico nei bambini:
Una particolarità dell’autismo è che esso è più difficile da diagnosticare nelle femmine, poiché i sintomi tendono a manifestarsi con declinazioni differenti. Capita infatti che, non avendo la diagnosi, la personalità sviluppi dei disturbi che solo successivamente aprire gli occhi sull’intera situazione.
Fonti: Wikipedia, Ministero dell’istruzione e documento allegato, Istituto Staffi Alberti, SkyTg24 e RaiNews
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