Il 15 novembre 2007 Ubisoft ha cambiato per sempre il mondo del gaming. Quel giorno, in Europa, è uscito su PlayStation 3 e Xbox 360 il primo capitolo di Assassin’s Creed. Un gioco per certi versi acerbo, grezzo, ma che contiene al suo interno i semi del successo. Altaïr e Desmond Miles rappresentano la base su cui Ubiosft ha costruito il futuro della sua serie di maggior successo, che negli anni ha influenzato il genere e l’industria nel suo complesso.
Nato originariamente come un nuovo capitolo della serie di Prince of Persia per le console di nuova generazione, alla fine Assassin’s Creed si è allontanato dalle calde dune della Persia per abbracciare un’ambientazione più cupa: la Terra Santa durante la Terza crociata. Ubisoft infatti non era convinta dell’idea di vedere il Principe in un contesto diverso da quello della trilogia per PS2. È così, di fatto, che sono nati Altaïr e la Confraternita degli assassini.
Insieme al protagonista, degradato dal suo mentore Al Mualim, il giocatore deve muoversi tra Damasco, Gerusalemme e Acri per uccidere nove bersagli dell’Ordine dei templari. Solo così Altaïr può riconquistare il suo onore e ripristinare il suo grado di assassino. Per eliminare gli obiettivi è possibile sfruttare il parkour per raggiungere una posizione sopraelevata, muoversi tra la folla o farsi strada combattendo frontalmente. Proprio il combattimento, invero, è il principale punto debole della produzione, che purtroppo ha caratterizzato anche i capitoli successivi. Tra una missione e l’altra è poi possibile esplorare liberamente la Terra Santa, scovando tutti i punti di sincronizzazione e i vari collezionabili sparsi per le varie mappe di gioco.
La storia di Altaïr è legata a doppio filo a quella di Desmond Miles, un suo discendente che nel presente è stato rapito dall’Abstergo, una multinazionale che in realtà altro non è che l’ultima forma dei templari. Qui Desmond è intrappolato nella sede di Roma, dove insieme al Dr. Warren Vidic e Lucy Stillman deve scavare nei ricordi genetici del suo antenato per scoprire la posizione dei frutti dell’Eden. Un’analogia, quella tra presente e passato, che incarna alla perfezione i valori e i concetti chiave di Assassin’s Creed.
Un elemento che, purtroppo, nel corso degli anni e dei vari capitoli si è progressivamente perso. Un vero peccato, soprattutto perché è proprio per questo che ancora oggi, nonostante gli evidenti limiti, il primo Assassin’s Creed è ricordato con amore da milioni di persone. Da qui poi è partita la macro-storia di Desmond, che è proseguita nell’eccezionale trilogia di Ezio Auditore da Firenze.
Insomma, al netto di alcuni difetti, Assassin’s Creed ha svolto un ruolo chiave nella storia del medium videoludico. È stato un punto di partenza non solo per Ubisoft, ma per tutte le future produzioni Open World, che più o meno direttamente si sono ispirate alla formula ancora primordiale creata da Ubisoft Montréal. E voi, che ricordi avete del primo Assassin’s Creed? Lo avete mai giocato? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Instagram! E non dimenticate di continuare a seguirci qui sulle pagine di Nasce, Cresce, Respawna per rimanere sempre aggiornati su tutto il mondo del gaming. Se l’articolo vi è piaciuto, leggete anche:
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