Tensioni tra Italia e il gruppo dei ribelli degli Houthi, che da diversi mesi stanno tenendo in scacco le navi israeliane, americane e britanniche nella baia di Bab al-Mandab, tra Gibuti e Yemen. Si tratta di un’area strategica per il commercio internazionale, perché è la baia attraverso la quale si accede al canale di Suez. In vista della missione aeronavale europea “Aspides“, i ribelli yemeniti hanno lanciato delle minacce al nostro Paese, il quale avrà il comando tattico delle operazioni militari.
“Aspides” è il nome scelto per la missione dell’Unione Europea, a scopi puramente difensivi e volta a garantire la sicurezza delle imbarcazioni che transitano lungo la baia di Aden e il Mar Rosso, così da preservare il commercio internazionale. All‘Italia, come annunciato dal Ministro della Difesa, Crosetto, spetterà il comando tattico delle operazioni:
“L’Unione Europea, nella giornata di oggi (2 febbraio), ha chiesto all’Italia di fornire il Force Commander dell’Operazione Aspides nel Mar Rosso (l’ufficiale ammiraglio che esercita il comando imbarcato degli assetti navali che partecipano all’operazione)”.
“L’importanza e l’urgenza dell’Operazione Aspides, che contribuirà a garantire la libera navigazione e la sicurezza del traffico commerciale nel Mar Rosso, hanno indotto la Difesa italiana ad assicurare immediatamente il proprio sostegno. Si tratta di un ulteriore riconoscimento dell’impegno del Governo e della Difesa e della competenza e professionalità della Marina Militare”.
“Stiamo lavorando attivamente con i nostri partner internazionali per ripristinare la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso. Stiamo andando avanti con il lavoro per una nuova missione marittima chiamata Aspides, parola greca che significa ‘scudo’. E’ uno scudo puramente difensivo, solo per proteggere le navi dagli attacchi. Il nostro fine non è condurre alcun tipo di attacco, ma solo difendere. Non intendiamo condurre alcuna operazione a terra, ma solo proteggere la navigazione in mare”.
“Gli assetti europei comprenderanno, per ora, un minimo di tre unità navali, supporto intelligence e logistico, capacità di Early Warning aereo, protezione cyber, supporto satellitare e Comunicazione strategica in supporto alla cosiddetta Information Warfare”.
“L’Italia mette a repentaglio la sicurezza delle sue navi militari e commerciali. Non consigliamo assolutamente all’Italia di impegnarsi in questa missione perché è basata su informazioni false ed errate secondo cui esiste un pericolo per la navigazione. Non esiste alcuna minaccia per la navigazione in generale, ma solo per le navi israeliane, americane e britanniche che transitano attraverso il Mar Rosso, Bab al-Mandab, il Mar Arabico e il Golfo di Aden a causa della loro aggressione contro lo Yemen”.
“Proteggeremo le nostre navi e non ci faremo intimidire. Ci auguriamo si possa presto arrivare a una soluzione positiva in quell’area, che si possa arrivare alla pace, anche se non è facile, quindi anche disinnescare anche ciò che sta accadendo nello Yemen con i ribelli Houthi che attaccano i mercantili che passano nel Mar Rosso. La nostra Marina militare difenderà le nostre navi mercantili perché siamo un Paese che ha il 40% del proprio Pil che dipende dalle esportazioni e non possiamo permetterci che l’impossibilità di esportare in quell’area provochi danni ai nostri porti e alle nostre imprese”.
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