Il mondo del cinema sta perdendo colossi. Oggi, purtroppo, è toccato a una leggenda: Robert Duvall.
Robert Duvall è morto a 95 anni nella sua casa di Middleburg, in Virginia. L’annuncio è arrivato dalla moglie, l’attrice argentina Luciana Pedraza, che ha spiegato come, per volontà dello stesso Duvall, non si terrà alcuna cerimonia pubblica.
“Per il mondo, era un attore premio Oscar, un regista, un narratore. Per me, era semplicemente tutto”, ha dichiarato Pedraza in una nota. “La sua passione per il lavoro era eguagliata solo dal profondo amore per i suoi personaggi, per un ottimo pasto e per il piacere di intrattenere”. Parole che restituiscono l’immagine di un artista totale, ma anche di un uomo legato alle cose semplici.
Sette volte candidato all’Oscar, Duvall vinse la statuetta nel 1984 come miglior attore protagonista per Tender Mercies, grazie alla sua interpretazione di un cantante country alcolizzato e tormentato. Un ruolo che sintetizzava alla perfezione la sua cifra stilistica: asciutta, intensa, profondamente umana.
Il pubblico lo aveva conosciuto già negli anni Sessanta, quando nel 1962 interpretò Boo Radley ne Il buio oltre la siepe, imponendosi come uno dei talenti più promettenti della sua generazione. Nato a San Diego nel 1931, figlio di un ammiraglio della Marina statunitense e di un’attrice, Duvall iniziò a recitare solo nel 1955, dopo aver partecipato alla guerra di Corea e aver conseguito un diploma in Storia e Politica. Si formò alla Playhouse School of Theatre di New York, dove ebbe come compagni di studi futuri giganti come Dustin Hoffman, Gene Hackman e James Caan.
La consacrazione definitiva arrivò negli anni Settanta. Nel 1970 fu il maggiore Burns in MASH di Robert Altman, mentre nel 1972 entrò nella leggenda interpretando Tom Hagen ne Il padrino di Francis Ford Coppola, ruolo che riprese nel 1974 in Il padrino – Parte seconda. Indimenticabile anche il suo tenente colonnello Kilgore in Apocalypse Now, sempre diretto da Coppola: poche scene, ma sufficienti a entrare nella storia del cinema.
Attore versatile e istintivo, Duvall non si limitò al grande schermo. Partecipò a serie televisive come The Twilight Zone e Il fuggitivo, vincendo due Emmy nel corso della sua carriera, tra cui quello per la miniserie Broken Trail.
In oltre sessant’anni di attività ha attraversato generi, epoche e trasformazioni dell’industria cinematografica, mantenendo sempre intatta la sua autorevolezza. Con il suo sguardo d’acciaio e la sua capacità di incarnare la complessità dell’animo umano, Robert Duvall ha lasciato un’eredità che va oltre premi e riconoscimenti: ha definito un modo di stare davanti alla macchina da presa, fatto di verità, misura e potenza silenziosa.
Hollywood perde una delle sue ultime grandi leggende classiche. Il suo cinema, però, continuerà a parlare per lui. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere sulla nostra pagina Instagram. Per non perdervi aggiornamenti, curiosità e approfondimenti sul mondo del cinema, continuate a seguirci su Nasce, Cresce, Streamma.
Articolo di Lorenzo Giorgi
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