di Steven Callea
Hyung-tae Kim, game director di Stellar Blade, ha mostrato tutto il suo favore nei confronti dell’IA durante un briefing nazionale tenutosi in Corea del Sud il 9 gennaio. Costui ritiene che l’impiego dell’intelligenza artificiale nei videogiochi sarà sempre più essenziale per mantenere attiva la competizione con altri paesi, la Cina su tutti.
L’IA per colmare il gap
Kim riconosce alla Cina una netta superiorità nella forza lavoro a disposizione e ritiene che sia contrastabile soltanto attraverso l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale. Le sue parole descrivono un divario importante: “Noi dedichiamo circa 150 persone a un singolo gioco, mentre in Cina ne impiegano tra le 1.000 e le 2.000. Non abbiamo la capacità di competere, né in termini di qualità né di quantità dei contenuti”.
Sebbene molti abbiano paura che l’IA possa sostituire gli esseri umani nel settore lavorativo, per Kim il problema non si pone. Infatti, nel bisogno di competere con la Cina o con gli Stati Uniti, le aziende avranno bisogno di tutta la forza lavoro a loro disposizione. Non solo, avranno bisogno anche che questa sia formata e specializzata nel pieno sfruttamento delle intelligenze artificiali.
Hwi-young Chae, ministro sudcoreano della Cultura, dello Sport e del Turismo, asseconda la visione di Kim: “Alcune grandi aziende videoludiche possiedono già tecnologie di intelligenza artificiale proprietarie e stanno progettando programmi per crescere insieme agli studi di piccole e medie dimensioni”. Nel complesso tutto fa pensare che le IA diverranno sempre più centrali nei processi di creazione dei videogiochi.
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