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4 gamers americani su 5 hanno ceduto alle microtransazioni nel 2023

di Steven Callea

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Il tema delle microtransazioni è uno dei più in voga nella storia recente del mondo videoludico. Ciò è dovuto al fatto che i videogiochi negli ultimi anni sembrano aver incentivato tale pratica, che si è insinuata nelle menti dei giocatori al punto da creare una vera e propria “dipendenza”. Questa situazione sta sfuggendo di mano, negli USA più che altrove.

I soldi non sono un gioco

La società di ricerca ComScore, in collaborazione con la piattaforma pubblicitaria Anzu, ha pubblicato lo State of Gaming Report 2024. Tale studio riporta che l’82% dei videogiocatori negli USA ha compiuto delle microtransazioni in-game nel 2023. Questa forma d’acquisto risulta essere nettamente la più redditizia per le aziende videoludiche e di conseguenza quella dominante all’interno del settore.

I ricercatori hanno poi approfondito in maniera sociologica il rapporto videogame-USA, arrivando a constatare che il 62% dei maggiorenni si dedica ai videogiochi con regolarità. I giocatori statunitensi hanno trascorso in toto 45 miliardi di ore su di essi. Interessante notare anche la forte crescita del seguito legato alle manifestazioni e-Sport.

Le percentuali attestano che l’86% della Gen Z e l’80% dei millennial intervistati guardano eventi e-Sport. Il 53% della Gen Z e il 61% dei millennial hanno dichiarato di aver interagito con dei contenuti legati al settore. Visto il numero pazzesco di videogiocatori, serve necessariamente una campagna di sensibilizzazione sui rischi legati alle microtransazioni, al fine di giocare più responsabilmente.

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